Oasi Alviano Habitat Italia Valsorda, Gualdo Tadino
mostra didascalie (in ogni campo)

92: Foreste mediterranee caducifoglie

9220*: Faggeti degli Appennini con Abies alba e faggete con Abies nebrodensis

englishApennine beech forests with Abies alba and beech forests with Abies nebrodensis

Boschi misti di Fagus sylvatica e Abies alba subsp. apennina in Aspromonte (Calabria meridionale), Giovanni Spampinato

Codice CORINE Biotopes

41.171 - Alpino-Apennine acidophilous beech forests

41.174 - Alpino-Apennine neutrophile beech forests

41.175 - Sub-Mediterranean calcicolous beech forests

41.18 - Southern Italian beech forests

42.1A - Relict Nebrodi Fir Stands

Codice EUNIS

G1.671 : Alpino-Apennine acidophilous beech forests

G1.674 : Alpino-Apennine neutrophile beech forests

G1.675 : Sub-Mediterranean calcicolous beech forests

G1.68 - Southern Italian [Fagus] forests

Regione biogeografica di appartenenza

Mediterranea, Continentale.

Descrizione generale dell’habitat

english

Boschi misti di faggio con abete bianco presenti sull’Appennino, riferibili ad associazioni che rientrano nell'ambito dell’alleanza Aremonio-Fagion sylvaticae, suball. Cardamino kitaibelii-Fagenion sylvaticae. (= Geranio nodosi-Fagion) o nell'alleaza Geranio striati-Fagion e vegetazione forestale ad Abies nebrodensis presente in Sicilia sui monti delle Madonie.

Frase diagnostica dell’habitat in Italia

I boschi misti di faggio e abete bianco hanno una distribuzione piuttosto frammentata lungo la catena appenninica accantonandosi sui principali rilievi montuosi dall’Appennino tosco-emiliano all’Aspromonte, in aree a macrobioclima temperato con termotipo supratemperato, più raramente mesotemperato. Essi ospitano alcune specie vascolari endemiche, lo stesso abete bianco è rappresentato dalla particolare sottospecie endemica Abies alba subsp. apennina, per lo meno nell'Appennino meridionale. In questi boschi  è inoltre ricco il contingente di specie orofile, da considerarsi come relitti di una flora orofila terziaria che dopo le glaciazioni non è stato in grado di espandersi verso nord e che è rimasto accantonato su queste montagne. Studi palinologici svolti sui sedimenti di aree lacustri e torbiere dell’Appennino hanno evidenziato che in passato l’abete bianco aveva una maggiore diffusione. La recente contrazione dell’areale è da imputare probabilmente anche all’impatto delle attività antropiche sulla vegetazione forestale.

Le formazione relittuale di abete dei Nebrodi, presenti sui monti delle Madonie in Sicilia, presentano invece caratteristiche completam,ente diverse, pur essendo state inserite nello stesso habitat. La popolazione attuale di Abies nebrodensis è costituita da 30 individui adulti, di cui 24 sessualmente maturi, e da 80 giovani piantine che ne rappresentanono la rinnovazione naturale, distribuiti discontinuamente in una piccola area delle Madonie tra 1360 e 1690 m. La popolazione si localizza in un'area a bioclima da supra ad oro mediterraneo su suoli poco evoluti originati da Quarzareniti in un area interessata da ricorrenti fenomeni di nebbie.

Sottotipi e varianti (compilare se necessario)

Combinazione fisionomica di riferimento

9220* I

Fagus sylvatica, Abies alba,  Abies alba subsp. apennina,  Acer platanides, A. pseudoplatanus, A. lobelii, Allium pendulinum, Anemone apennina, Aremonia agrimonioides, Cardamine chelidonia, Cardamine battagliae, Epipactis meridionalis, Geranium versicolor, Ilex aquifolium, Ranunculus brutius, Ranunculus lanuginosus var. umbrosus, Sorbus aucuparia subsp. praemorsa, Asyneuma trichocalycinum (=Campanula trichocalycina), Calamintha grandiflora, Luzula sicula, Moehringia trinervia, Neottia nidus-avis, Epipogium aphyllum, Epipactis microphylla, Pulmonaria apennina.

9220* II

Abies nebrodensis*, Genista cupani, Juniperus hemisphaerica, Rosa heckeliana, Rosa sicula, Sorbus graeca, Silene sicula.

Riferimento sintassonomico

I boschi misti di faggio e abete sono stati di solito riferiti a varianti o sub associazioni di diverse associazioni di faggeta inquadrate nel Geranio versicoloris-Fagion Gentile 1970 (Appennino meridionale) o nel Geranio nodosi-Fagion Gentile 1974 (Appennino centrale e settentrionale), alleanze dei Fagetalia sylvaticae Pawl. 1928.

La formazione relittuale di abete dei Nebrodi presente sulle Madonie, trattandosi di un aspetto vegetazionale nel quali il faggio gioca un ruolo secondario con struttura aperta e strato arbustivo di ginepro emisferico è stato ascritta da Brullo et al. (2001) ad una specifica associazione: lo Junipero hemisphaericae-Abietetum nebrodensis Brullo & Giusso in Brullo et al. 2001 inquadrata nei Pino-Juniperetea Rivas-Martínez 1964.

Dinamiche e contatti

I boschi misti di faggio e abete bianco assumono un duplice significato: ecologico e silvocolturale. Nelle particolari situazioni stazionali che determinano una minore evoluzione del suolo a causa di un rallentamento o blocco dei processi pedogenetici, come sui versanti molto acclivi, la minore competitiva del faggio favorisce l’affermarsi dell’abete bianco e la strutturazione di fitocenosi miste, spesso riferite in letteratura a specifiche sub associazioni o varianti. In questo contesto i boschi misti di faggio e abete traggono rapporti catenali con i boschi puri di faggio insediati su suoli più profondi.

I boschi misti di faggio e abete sono però anche il risultato di passate utilizzazioni silvocolturali. Il taglio raso della faggeta praticato in passato soprattutto per la produzione di carbone, crea ambienti luminosi dove si rinnova più facilmente l’abete bianco appenninico grazie al suo temperamento di specie più eliofila. Successivamente, nel bosco a prevalenza di abete formatosi,  le condizioni prettamente sciafile favoriscono la rinnovazione del faggio che costituisce un strato arbustivo più o meno denso. La successiva utilizzazione silvocolturale dell’abete bianco rilascia il novellame di faggio che ricostituisce il bosco in condizione di netta dominanza. In relazione al momento del ciclo silvocolturale si osserveranno quindi situazioni di codominanza o di dominanza di una delle due specie sull’altra (Mercurio & Spampinato 2006) che considerando i turni di utilizzazione possono protrarsi anche per 80 a 120 anni.

I contatti seriali che tragono queste habitat contrae sono quanto mai diversificati in relazione alla specificità della serie dinamica della faggeta. Nei territori di natura silicea della Calabria (Sila, Serre e Aspromonte) le formazioni forestali di questo habitat sono collegate dinamicamente con i cespuglieti dei Cytisetea striato-scopari. Nei versanti più acclivi su suoli interessati da fenomeni di erosione si insediano formazioni di piccoli arbusti e piante erbacee (pelouses échorchées) dei Rumici-Astragaletea (Barbagallo et al, 1982; Brullo et al. 2001).

Per l'Appennino centrale Bonin (1978) evidenza collegamenti per i substati carbonatici soprattutto con i dei Festuco-Brometea. In Abruzzo l’abete bianco si colloca spesso nella fascia più elevata della faggeta e prende contatti catenali in basso con le faggete a tasso o con le cerrete.

Per il Molise Abbate (1990) collega dinamicamente i boschi di abete e faggio ai mantelli preforestali dei Prunetalia spinosae e alle praterie mesofile del Bromion erecti. Nell’Appennino lucano centro settentrionale l’abete bianco entra a far parte della serie dinamica del Physospermo verticillati-Quercetum cerridis abieti-Fagetum sylvaticae e del Aceri lobelii-Fagetum abietosum albae (Aita et al 1978,1984). La degradazione di questi boschi conduce alla formazione di cespuglieti dei Prunetalia spinosae e a pascoli del Cynosurion cristati.

Sul Pollino l’abete bianco si colloca principalmente nel Doronico columnae-Fagetum e prende contatti seriali con i cespuglieti a Juniperus communis e i pascoli xerofili del Saturejo montanae-Brometum erecti, i contatti catenali sono con le faggete tipo dell’associazione poste più in basso e con le faggete microterme del Ranunculo brutii-Fagetum sylvaticae collocate a maggiore altitudine.

9220* I

Il popolamento relittuale di Abies nebrodensis prende contatto catenale con i boschi di faggio del Geranio versicoloris-Fagion e contatti seriali con i cespuglieti pulvinati dei Rumici-Astragaletea.

Specie alloctone

Distribuzione dell’habitat in Italia

Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia

● Dato già presente in BD Natura 2000 e confermato
● Dato già presente in BD Natura 2000 ma dubbio
● Dato già presente in BD Natura 2000 ma errato
● Dato nuovo
● Dato probabile

Note

L'habitat è stato definito in forma molto eterogenea mediante l’accorpamento della formazione relittuale ad abete dei Nebrodi con le formazioni miste di faggio e abete bianco dell’Appennino.

La definizione dell'habitat 9220 "Faggete degli Appennini con Abies alba e faggete ad Abies nebrodensis" presente nel manuale di interpretazione è controversa in quanto questo habitat si sovrappone in parte con l’habitat 9210 "Faggeti degli Appennini di Taxus e Ilex", appare poco chiara anche la distribuzione geografica dell'habitat ed i sintaxa fitosociologici a cui va riferito. In questa sede si propone di limitare l’habitat 9220 solo alle faggete con abete presenti sulla dorsale appenninica, mentre le faggete macroterme con agrifoglio o tasso sono da riferire all’habitat 9210. Le faggete siciliane sono quindi da considerare di pertinenza dell’habitat 9210 ad eccezione del limitato lembo di vegetazione forestale delle Madonie dove si rinviene Abies nebrodensis. Sono inoltre da considerare di pertinenza dell’habitat in oggetto anche le faggete macroterme di bassa quota ad agrifoglio qualora vi sia una significativa presenza di abete bianco, come avviene per esempio sulle Serre Calabre, e i boschi di transizione in cui l’abete bianco si consocia oltre che con il faggio anche con il cerro, come avviene ad esempio sull’Appennino lucano centro settentrionale.

Vanno esclusi da questo habitat gli impianti artificiali recenti di abete bianco che sono stati realizzati nelle zone montane di tutto l’Appennino, mentre vanno inclusi quelli antichi e storici che hanno assunto aspetti naturaliformi per la capacità di rinnovazione dell’abete bianco.

I boschi a dominanza di abete bianco dell’Appennino meridionale vanno invece riferiti all’habitat 9510* “Foreste sud-appenniniche di Abies alba”.

Il sottotipo 9220* II riferito alla formazione relittuale di abete dei Nebrodi dei monti Madonie in Sicilia per una maggiore congruenza fitogeografica ed ecologica andrebbe inserito nell’habitat 9510* “Foreste sud-appenniniche di Abies alba”.

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Riferimenti Bibliografici online

Nomi dei compilatori con e.mail

Giovanni Spampinato gspampinato@unirc.it

Edoardo Biondi e.biondi@univpm.it