Oasi Alviano Habitat Italia Valsorda, Gualdo Tadino
mostra didascalie (in ogni campo)

62: Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli

62A0: Formazioni erbose secche della regione submediterranea orientale (Scorzoneretalia villosae)

englishEastern sub-mediterranean dry grasslands (Scorzoneretalia villosae)

Facies mesofila a Cirsium pannonicum (Colli Asolani - TV), Cesare Lasen

Vegro nei Colli Euganei (PD) con Melica ciliata, Cesare Lasen

Codice CORINE Biotopes

34.75 - Eastern sub-Mediterranean dry grasslands

Codice EUNIS

E1.55 (Praterie aride sub-mediterranee orientali)

Regione biogeografica di appartenenza

Continentale, Alpina e Mediterranea

Descrizione generale dell’habitat

english

Xeric grasslands of the sub-Mediterranean zones of Trieste, Istria and the Balkan peninsula, where they coexist with steppic grasslands of the Festucetalia valesiacae (6210), developing in areas of lesser continentality than the latter and incorporating a greater Mediterranean element. Includes the following communities; - Carici humilis-Centaureetum rupestris, Genisto holopetalae-Caricetum mucronatae, Chrysopogono-Centaureetum cristatae, Danthonio- Scorzoneretum villosae & Cleistogeno – Festucetum rupicolae.

Frase diagnostica dell’habitat in Italia

Praterie xeriche submediterranee ad impronta balcanica dell'ordine Scorzoneretalia villosae (= Scorzonero-Chrysopogonetalia). L'habitat si rinviene nell'Italia nord-orientale (dal Friuli orientale, lungo il bordo meridionale delle Alpi e loro avanterra, fino alla Lombardia orientale) e sud-orientale (Molise, Puglia e Basilicata).

Sottotipi e varianti (compilare se necessario)

Combinazione fisionomica di riferimento

Achillea nobilis, A. virescens, Aira elegantissima, Alyssum diffusum, Arctostaphylos uva-ursi, Asperula purpurea, Brassica glabrescens, Bromus erectus, B. condensatus, Bupleurum ranunculoides, Carex humilis, Centaurea cristata, Centaurea dichroantha, Centaurea rupestris, Centaurea triumfetti adscendens, Chrysopogon gryllus, Crepis chondrilloides, Cytisus pseudoprocumbens, Dianthus garganicus, D. tergestinus, Euphorbia fragifera, Euphorbia kerneri, Euphorbia triflora, Euphrasia illyrica, Euphrasia marchesettii#, Ferulago galbanifera, Festuca rupicola, Genista holopetala#, G. januensis, G. sericea, G. sylvestris, Gentiana tergestina, Gentiana lutea#, Gentiana clusii, Globularia punctata, Himantoglossum adriaticum#, Hypochoeris maculata, Hippocrepis glauca, Iris cengialti, I. pseudopumila, Jurinea mollis, Leucanthemum liburnicum, L. platylepis, Linum trigynum, L. tommasinii, Lomelosia graminifolia, Matthiola valesiaca, Melica transsylvanica, Molinia arundinacea, Muscari tenuiflorum, Onobrychys arenaria, Onosma dalmatica, Ophrys sphegodes, Plantago argentea, P. holosteum, Polygala nicaeensis carniolica, Potentilla pusilla, P. tommasiniana, Pulsatilla montana, Rhinanthus pampaninii, Satureja subspicata liburnica, S. montana subsp. variegata, Scorzonera villosa (incl. ssp. columnae), Senecio scopolii, Seseli gouanii, S. tommasinii, Sesleria juncifolia, Sideritis italica, Stipa austroitalica#, S. eriocaulis, S. oligotricha, Trifolium ochroleucon, Trinia glauca, Thapsia garganica, Acinos suaveolens, Salvia argentea, Cytisus spinescens, Euphorbia barrelieri, Teucrium capitatum, Eryngium amethystinum, Euphorbia spinosa, Koeleria lobata (Koeleria splendens), Thymus spinulosus, Stipa veneta, Silene x pseudotites.

Riferimento sintassonomico

Nell'habitat rientrano tutte le comunità ascrivibili all'ordine Scorzoneretalia villosae Horvatic 1973 (= Scorzonero-Chrysopogonetalia Horvatic et Horvat (1956) 1958) che sono ben più di quelle delle comunità indicate nelle associazioni elencate nel manuale europeo, sia per le aree sud-orientali, che per quelle nord-orientali, diffuse oltre che nella zona triestina anche lungo il bordo meridionale delle Alpi e loro avanterra, fino al Lago di Garda, estendensosi, quindi, dal Friuli Venezia Giulia al Veneto e al Trentino meridionale.

A titolo esemplificativo, nel citato manuale del Friuli Venezia Giulia, sono attribuite a questo codice le comunità afferenti alle alleanze Scorzonerion villosae Horvatic 1963 e Saturejion subspicatae (Horvat 1962) Horvatic 1973. Della prima fanno parte le seguenti suballeanze: Centaurenion dichroanthae (Pignatti 1953) Poldini & Feoli Chiapella in Feoli Chiapella & Poldini 1993, Hypochoeridenion maculatae (Horvatic 1973) Poldini & Feoli Chiapella in Feoli Chiapella & Poldini 1993. Della seconda alleanza fanno parte le suballeanze: Saturejienion subspicatae e  Centaurenion dichroanthae (Pignatti 1953) Poldini & Feoli Chiapella in Feoli Chiapella & Poldini 1993.

Nell'Italia sud-orientale quest'ordine di vegetazione è rappresentato dall'alleanza Hippocrepido glaucae-Stipion austroitalicae Forte & Terzi 2005.

Dinamiche e contatti

Nell'area nord-orientale, le situazioni primitive e gli orli rupestri possono essere considerati stabili o lungamente durevoli. Tutte le situazioni dei suoli evoluti sono di carattere secondario e possono essere mantenute solo assicurando sfalci o pascolo non intensivo. In assenza di utilizzazioni l’incespugliamento (Cotinus coggygria, Corylus avellana, Juniperus communis, Prunus spinosa, Rubus sp., ecc.)  è assai rapido soprattutto da parte dei cotineti. Le praterie più termofile e a più accentuato carattere submediterraneo portano alla formazione di estesi scotaneti; su suoli più maturi si arriva a estese formazioni di ginepri (5130 “Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcicoli”); qualora aumenti ulteriormente il livello trofico dei suoli si possono formare i corileti preceduti da premantelli a Prunus spinosa. I contatti catenali dipendono dai processi di incarsimento di diversa intensità e da particolari morfotipi carsici quali doline, campi solcati, carreggiati carsici, ecc. per cui i contatti possono essere con cenosi dell’Alysso-Sedion albi (6110), con ghiaioni illirico-mediterranei (Silenion marginatae = Peltarion alliaceae) e con pareti verticalizzate con microserie afferenti al Centaureo-Campanulion (comunità caratteristiche delle pietraie carsiche nordadriatiche per le quali sarebbe opportuno proporre un codice nuovo). In ambiente più mediterraneo anche con le garighe a Salvia officinalis e con pratelli aridi pionieri.

Sul litorale sabbioso nord-adriatico un’associazione endemica a Stipa veneta e Chrysopogon gryllus di Saturejion subspicatae (Teucrio capitati-Chrysopogonetum grylli Sburlino, Buffa, Filesi et Gamper 2008) è in contatto seriale con la lecceta extrazonale.

Sulle alluvioni torrentizie con Salicion eleagni, con magredi più evoluti, pinete a pino nero, ghiaioni dell’Achnatheretum calamagrostidis. Per effetto di concimazioni, i termini più evoluti, possono evolvere verso gli arrenatereti. I tipi prealpini più interni possono trovarsi a contatto di faggete termofile.

Per l'Italia sud-orientale l'habitat entra in contatto dinamico, costituendo la cenosi di sostituzione, con leccete mesofile dell'associazione Ciclamino hederifolii-Quercetum ilicis (habitat 9340 "Foreste di Quercus ilex e Q. rotundifolia"), con querceti caducifogli a Quercus virgiliana e/o Quercus dalechampii delle associazioni Cyclamino hederifolii-Quercetum virgilianae e Stipo bromoidis-Quercetum dalechampii (habitat 91AA* "Boschi orientali di quercia bianca"), con formazioni a Quercus trojana delle associazioni Teucrio siculi-Quercetum trojanae ed Euphorbio apii-Quercetum trojanae (habitat 9250 "Querceti a Quercus trojana) e con gli altri aspetti degradativi delle relative le serie di vegetazione.

Tra questi le formazioni terofitiche della classe Tuberarietea guttatae dell'alleanza appenninica Hypochoerion achyrophori nella suball. Ononidenion ornithopoides riferibili all'habitat 6220 "Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea".

Specie alloctone

Per i tipi che si sviluppano in ambienti di greto, Buddleja davidii, Reynoutria sp., Amorpha fruticosa e molte specie erbacee (soprattutto composite quali Aster, Solidago, ecc.). Senecio inaequidens e Centaurea stoebe sono spesso invasive in stazioni con pietrosità affiorante o con ghiaia, mentre Erigeron annuus è frequente in stazioni con suoli più evoluti. Per ambienti termofili e localizzati in prossimità dei fiumi il rischio di invasione da parte di entità esotiche resta molto elevato.

Distribuzione dell’habitat in Italia

Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Molise, Puglia, Basilicata

● Dato già presente in BD Natura 2000 e confermato
● Dato già presente in BD Natura 2000 ma dubbio
● Dato già presente in BD Natura 2000 ma errato
● Dato nuovo
● Dato probabile

Note

Prima che venisse approvato questo codice, utile per identificare stazioni illirico-submediterranee dell’Italia nordorientale e adriatica, le cenosi venivano riferite a 6210 “Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee)”. Si rileva che, di norma, le comunità afferenti a questo habitat sono ben più ricche di orchidee, specie rare ed endemismi (rispetto alle praterie centroeuropee del codice 6210) e meriterebbero, pertanto, di essere considerate prioritarie.

L'indicazione, in EUR27, di Euphrasia marchesettii quale specie guida dell'habitat va considerata un probabile refuso, trattandosi di specie carattersitica di ambienti umidi e torbosi, non aridi e steppici. Nel Manuale d’interpretazione EUR/27 questo habitat non è riportato come prioritario.

Nell’Italia meridionale-orientale le comunità ad esso riferibili rientrano in un’alleanza endemica (Hippocrepido glaucae-Stipion austroitalicae) floristicamente ed ecologicamente ben differenziata che raggruppa praterie xeriche della classe Festuco-Brometea con accentuati caratteri di mediterraneità che, pur presentando affinità con quelle transadriatiche o nordadriatiche, da queste differiscono sia per un proprio contingente endemico e sia per la presenza di specie che qui paiono trovare il loro optimum sinecologico. Per questa peculiarità, ma anche perché in ampie aree soprattutto dell’Alta Murgia queste praterie rischiano di scomparire o comunque di essere fortemente ridotte (si veda la nota problematica dello “spietramento” della Murgia), si ritiene che sarebbe opportuno per l’Italia meridionale-orientale di proporre questo habitat come prioritario, ossia di individuare un sottotipo di questo habitat a valore prioritario.

Riferimenti Bibliografici

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Riferimenti Bibliografici online

Nomi dei compilatori con e.mail

Cesare Lasen (cesarelasen@tele2.it), Livio Poldini (poldini@units.it), Edoardo Biondi (e.biondi@univpm.it