Manuale diagnostico degli Habitat e delle specie nel contesto territoriale umbro

Lepidotteri

Euphydryas provincialis (Boisduval, 1828)

Nome comune:Eufidriade di Provenza
Nome Direttiva Habitat:Euphydryas (Eurodryas, Hypodryas) aurinia
Codice Specie:1065

Presenza in Umbria

Siti Natura 2000

Euphydryas provincialis

Gianluca Bencivenga, 2016-05-07

Come riconoscerla

Lepidottero Ninfalide di medie dimensioni (lunghezza ala anteriore: 17–23 mm) che presenta una grande variabilità individuale. Le ali sono di colore essenzialmente arancione articolate dagli elementi scuri del disegno in un complesso reticolo di tasselli di colore più o meno scuro e variabili dal giallo pallido all’arancione vivo, talvolta anche più o meno suffusi di nero. La femmina è simile al maschio, sebbene generalmente di dimensioni maggiori. Ventralmente le ali sono relativamente simili alla visione dorsale, con colorazione più pallida e disegni meno evidenti. Le antenne sono anellate di chiaro e di scuro, con la clava nera alla base ed arancione all’apice. Capo, torace e addome sono neri con ricca pubescenza. L’aspetto generale di E. provincialis concorda con quello degli altri membri italiani della tribù dei Meliteini. Un primo criterio diagnostico per riconoscere la specie consiste nella presenza sulle ali posteriori di una banda submarginale in cui campeggiano dei distinti punti internervulari neri, caratteristica questa condivisa tra i Meliteini umbri solo con Melitaea cinxia (Linnaeus, 1759) che però presenta un colore di fondo arancione assai più uniforme, non tassellato di chiaro e di scuro. Il bruco maturo di E. provincialis è nero leggermente irrorato di grigio cenere o bianco e con tubercoli conici provvisti di setole.

Prima di essere elevata a rango di specie, E. provincialis era considerata solo una sottospecie di Euphydryas aurinia (Rottemburg,  1775), il taxon di riferimento inserito negli allegati della Direttiva Habitat, con la denominazione di Euphydryas aurinia provincialis (Boisduval, 1829). Pertanto, attualmente in Italia, E. aurinia rappresenta  un complesso di specie: E. aurinia, area padano-veneta, E. glaciegenita Vérity, 1928, Alpi centrali sopra i 2000 m di quota e E. provincialis Appennino peninsulare.

Ecologia e biologia

La specie vive in prati e radure dal piano collinare a quello montano, sino a circa 1500 m di quota. È in grado di colonizzare differenti ambienti con vegetazione erbacea, quali prati umidi con diversi substrati, praterie su calcare, aree ai margini di foreste decidue e di conifere, o pascoli xerici. Diversi studi indicano che la specie presenta un’articolazione delle sue colonie sul territorio tipicamente strutturata in metapopolazioni. Monovoltina, il periodo di volo è compreso tra i primi di maggio e la fine di giugno. Le uova vengono deposte a gruppi sulla pagina inferiore delle foglie, di solito nel mese di giugno. La schiusa avviene dopo circa 3 settimane. I bruchi sono gregari fino alla penultima età e vivono associati ad una piccola tela comune tessuta tra le erbe, sono polifagi nutrendosi di diverse piante erbacee, con preferenza per caprifogli (Lonicera spp.), ambretta comune (Knautia arvensis), morso del diavolo (Succisa pratensis), genziana (Gentiana kokiana) e piantaggine (Plantago media). Dopo la terza muta le larve entrano in ibernazione e riprendono a nutrirsi solamente in primavera; con la quinta muta si disperdono e dopo la sesta si sviluppa la crisalide. Lo sfarfallamento avviene dopo circa due settimane.

Distribuzione

Euphydryas aurinia è diffusa in gran parte della regione Paleartica dalla Penisola Iberica e dal Marocco attraverso l’Europa centrale e meridionale, il Medio-Oriente e l’Asia centrale fino in Corea. In Italia, E. aurinia è stata suddivisa in 3 specie, così distribuite:  E. aurinia nelle pianure umide del Fiume Po, E. glaciegenita  sull’arco alpino e E. provincialis lungo la catena appenninica della penisola. In Umbria risulta comune e localizzata, con popolazioni numerose, frequenta le zone pedemontane e montane del settore centro-orientale della regione, colonizzando anche interi versanti.

Regione biogeografica

Mediterranea; Continentale

Stato di conservazione

3° Report ex-Art. 17 IUCN globale IUCN Italia convenzione di Berna SPEC CITES
RBC RBM
NE-Not Evaluated LC-Minor Preoccupazione Allegato II-Specie di fauna rigorosamente protette - -

Pressioni IUCN: A02.02- Modifica della coltura; A03.03- Abbandono/assenza di mietitura; A04- Pascolo; A04.03- Abbandono dei sistemi pastorali, assenza di pascolo; M01.02- Siccità e diminuzione delle precipitazioni

Minacce IUCN: A02.02- Modifica della coltura; A03.03- Abbandono/assenza di mietitura; A04- Pascolo; A04.03- Abbandono dei sistemi pastorali, assenza di pascolo; M01.02- Siccità e diminuzione delle precipitazioni

Leggi regionali

Indicatori per il monitoraggio

[Fonte: Linee guida degli invertebrati terrestri e acquatici - PROGETTO SUN LIFE]

TECNICHE DI MONITORAGGIO PROPOSTE: 

sito: aree campione rappresentative di territori dove l’avvistamento è stato ben documentato

periodo: 15 maggio – 30 giugno

meteo: giornata soleggiata non ventosa; monitorare temperatura, velocità del vento e luminosità  perché le condizioni meteo influenzano il volo dei lepidotteri.

orario: 10.00 - 16.00

frequenza: 1 sopralluogo/settimana della durata di 3 ore

operatore: capace di identificare la specie in campo, almeno 2 operatori a sopralluogo.

tecnica: cattura-marcatura-ricattura degli adulti; cattura mediante retino entomologico;  marcatura: numerazione da effettuare in zone idonee delle ali con un colorante non tossico e resistente.

superficie: 3 aree di 100 m di lato o transetto di un chilometro.  Le aree monitorate devono essere rappresentative del sito indagato. Gli individui che si vedono a destra e a sinistra del transetto (per una fascia di alcuni metri, fino a 5 m) vanno considerati.

MONITORAGGIO PER VERIFICARE LA PRESENZA DELLA SPECIE: Transetti georeferenziati lineari in territori con habitat potenziali dove la specie non è stata ben documentata, per segnalarne la presenza (avvistamento o cattura-rilascio con retino entomologico).

 

Indicatori:

-POPOLAZIONE: N. di individui maturi (N. esatto o Min-Max o Classe) per ettaro (densità: n/ha; min-max/ha; classe/ha) in modo da stimare la consistenza della popolazione nel territorio analizzato.

-HABITAT: superficie di habitat potenziale nel territorio analizzato (km2).

-RANGE: Estensione temporale (3-6 anni) della distribuzione della popolazione nel territorio analizzato.

Bibliografia

Genovesi P., Angelini P., Bianchi E., Dupré E., Ercole S., Giacanelli V., Ronchi F., Stoch F. (2014). Specie e habitat di interesse comunitario in Italia: distribuzione, stato di conservazione e trend. ISPRA, Serie Rapporti, 194/2014.

Ministero dell’ Ambiente e della Tutela del Territorio, 2003. Fauna italiana inclusa nella Direttiva Habitat.

Pivotti I., Luna M., Goretti E., 2011. Checklist e distribuzione dei lepidotteri Papilionoidei in Umbria (Italia) (Lepidoptera, Papilionoidea). Bollettino dell’Associazione Romana di Entomologia, 66(1-4): 21-87.

Stoch F., Genovesi P. (ed.), 2016. Manuali per il monitoraggio di specie e habitat di interesse comunitario (Direttiva 92/43/CEE) in Italia: specie animali. ISPRA, Serie Manuali e linee guida, 141/2016.

Trizzino M., Audisio P., Bisi F., Bottacci A., Campanaro A., Carpaneto G.M, Chiari S., Hardersen S., Mason F., Nardi G., Preatoni D.G., Vigna Taglianti A., Zauli A., Zilli A., Cerretti P. (eds), 2013. Gli artropodi italiani in Direttiva Habitat: biologia, ecologia, riconoscimento e monitoraggio. Quaderni Conservazione Habitat, 7. CFS-CNBFVR, Centro Nazionale Biodiversità Forestale. Cierre Grafica, Sommacampagna, Verona, 256 pp.

Bibliografia web

Autore di riferimento

Enzo Goretti, Manuela Rebora, Matteo Pallottini

Specie potenzialmente presente nei seguenti habitat:

Specie presente nei seguenti siti: ZSC-ZSC IT5210014-Monti Maggio - Nero (sommità) ZSC-ZSC IT5210066-Media Val Casana (Monti Coscerno - Civitella) ZSC-ZSC IT5210047-Monti Serano - Brunette (sommità) ZSC-ZSC IT5210037-Selva di Cupigliolo ZSC-ZSC IT5210015-Valle del Torrente Nese - Monti Acuto – Corona ZSC-ZSC IT5210024-Fiume Topino (Bagnara - Nocera Umbra) ZSC-ZSC IT5220023-Monti San Pancrazio - Oriolo ZSC-ZSC IT5210060-Monte Il Cerchio (Monti Martani) ZSC-ZSC IT5220014-Valle del Serra (Monti Martani) ZSC-ZSC IT5210068-Laghetto e Piano di Gavelli (Monte Coscerno) ZSC-ZSC IT5220015-Fosso Salto del Cieco (Ferentillo) ZSC-ZSC IT5210063-Monti Coscerno - Civitella - Aspra (sommità) ZSC-ZSC IT5220016-Monte la Pelosa - Colle Fergiara (Valnerina) ZSC-ZSC IT5210027-Monte Subasio (sommità) ZSC-ZSC IT5210004-Boschi di Pietralunga ZPS-ZPS IT5210071-Monti Sibillini (versante umbro) ZPS-ZPS IT5220025-Bassa Valnerina: Monte Fionchi - Cascata delle Marmore ZSC-ZSC IT5210011-Torrente Vetorno ZSC-ZSC IT5210012-Boschi di Montelovesco - Monte delle Portole ZSC-ZSC IT5220021-Piani di Ruschio (Stroncone) ZSC-ZSC IT5210009-Monte Cucco (sommità) ZSC-ZSC IT5210023-Colli Selvalonga - Il Monte (Assisi) ZSC-ZSC IT5210042-Lecceta di Sassovivo (Foligno) ZSC-ZSC IT5210044-Boschi di Terne - Pupaggi ZSC-ZSC IT5210076-Monte Alago (Nocera Umbra) ZSC-ZSC IT5210046-Valnerina ZPS-ZPS IT5210072-Palude di Colfiorito ZSC-ZSC IT5210067-Monti Pizzuto - Alvagnano

Specie citata nei seguenti allegati:
All. II-Specie animali e vegetali d'interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione